
di Alessandro Sala
Le associazioni ammesse come parte civile (Enpa, Leidaa, Ali, Oipa, Leal e Lav) attendono le motivazioni della sentenza per decidere i prossimi passi. «Il giudice non ha riconosciuto l’insussistenza del reato»
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, è stato assolto dall’accusa di «uccisione con crudeltà» dell’orso M90, avvenuta il 6 febbraio del 2024 ad opera del personale del Corpo forestale del Trentino. Le associazioni ambientalisti e animaliste ne prendono atto ma, contrariate per la decisione del giudice, attendono di leggere le motivazioni della sentenza per ragionare sui prossimi passi da compiere.
La vicenda aveva fatto molto scalpore perché per Fugatti era stata ordinata lo scorso novembre una imputazione coatta da parte del giudice per le indagini preliminari, che aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura mandando il presidente a processo. Il gip aveva così accolto l’istanza di opposizione avanzata dall’Enpa, che aveva evidenziato le modalità con cui l’eliminazione del plantigrado era avvenuta. L’orso non era infatti stato preventivamente narcotizzato, nonostante l’animale fosse dotato di radiocollare e quindi facilmente rintracciabile, e dall’esame autoptico era emerso che la sua morte era avvenuta dopo una lunga e inutile agonia. L’imputazione coatta era stata,




