
L’oro cala del 7% e torna verso quota 5000 dollari. L’argento crolla del 17% e scende sotto quota 100 dollari
Prezzi di oro e argento in picchiata dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve: l’oro scende del 7% e torna sotto quota 5000 dollari l’oncia, mentre l’argento sprofonda del 17% al di sotto della soglia dei 100 dollari. Si tratta di movimenti al ribasso con pochi precedenti nella storia recente così come, del resto, sono stati straordinari i rialzi delle ultime settimane dei due metalli preziosi.
La ripresa del dollaro
La scelta di Donald Trump per la presidenza della banca centrale americana ha spiazzato gli investitori che si attendevano la nomina di un profilo più accomodante nei confronti delle richiesta del magnate e, quindi, più propenso a tagliare i tassi di interesse. L’impressione è che Warsh manterrà l’indipendenza della Fed rispetto al governo Usa nelle decisioni di politica monetaria. Il dollaro ha così ripreso quota dopo la discesa degli ultimi giorni che aveva spinto diversi investitori a cercare rifugio nell’oro e nell’argento.
L’andamento di oro e argento
L’oro resta comunque in rialzo del 18% dall’inizio dell’anno e l’argento del 30%. Le vendite potrebbero quindi dipendere




