di Valentina Iorio
Il governo ha annunciato l’avvio di negoziati con l’Ue per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue la quota di esportazione a dazio zero. I timori degli agricoltori italiani
Il ministro degli Esteri di Tunisi, Mohamed Ali Nafti, ha fatto sapere che la Tunisia si prepara ad avviare negoziati con l’Unione europea per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione dell’olio d’oliva tunisino. Nella stagione 2025/26 la Tunisia è destinata a diventare il secondo produttore mondiale di olio d’oliva, con un raccolto di oltre 400 tonnellate, secondo il «Food Outlook» della Fao. La Tunisia secondo queste previsioni supererà Italia, Grecia e Turchia, collocandosi subito dopo la Spagna, con una quota di circa il 13% dell’offerta globale.
Questo potrebbe avere delle implicazioni per il mercato europeo. La Tunisia, infatti, è tra i principali fornitori dell’Ue nell’ambito dell’Accordo di associazione, che prevede contingenti tariffari specifici per l’olio d’oliva destinato all’Europa. Una quota significativa delle esportazioni tunisine è assorbita da Italia e Spagna, dove l’olio importato viene utilizzato sia per l’industria dell’imbottigliamento che per miscele destinate alla grande distribuzione.
Cosa prevede l’accordo con




