
di Aldo Grasso
Eurosport invece ha fatto un’ottima figura, con conduttori preparati da anni al grande evento
La sciagurata telecronaca Rai della cerimonia d’apertura faceva presagire il peggio. L’inadeguatezza di Paolo Petrecca ha fatto sogghignare mezzo mondo, regalandoci l’ennesima figuraccia internazionale. La solita Italia dell’improvvisazione, dell’approssimazione, dell’ignoranza sportiva esibita senza pudore. Quando si parte così, si teme il tracollo. E invece no. Le cose sono andate meglio del previsto. Anche perché il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto ciò che questa politica spesso non sa fare: ha messo le Olimpiadi sotto la sua ala istituzionale, ha dato stabilità all’evento.
Quasi nessuno avrebbe scommesso su questi Giochi. Tra sprechi annunciati, ritardi cronici, sospetti di malaffare, infrastrutture incerte, Milano «troppo piatta», Cortina, Bormio, Livigno, Predazzo «troppo isolati», sembrava la ricetta perfetta per un mezzo disastro. Invece è successo il contrario. L’immagine del Paese ha guadagnato credibilità. Le località di montagna hanno registrato numeri record. Milano ha beneficiato di un afflusso straordinario e festoso. Sì, sui mezzi pubblici c’era più gente. Qualche disagio. Ma i grandi eventi funzionano così: portano vita, non silenzio.
Complimenti a Giovanni Malagò, all’amministratore delegato Andrea Varnier e al presidente del Coni Luciano Bonfiglio. La presidente




