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Oleksandr Merezhko: «Positivo che Witkoff e Kushner siano venuti a Kiev, possono vedere cosa subiamo. Ma Putin vuole andare avanti»

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di Marta Serafini

Il parlamentare ucraino del partito di maggioranza e presidente della commissione Esteri della Verkhovna Rada: «Lo zar sfrutterà la nostra carenza di difese aeree»

«Dovremmo tenere qui Witkoff e Kushner così Putin non ci bombarda». Oleksandr Merezhko affida a questa battuta l’inizio della conversazione, ma il tono si fa poi subito cupo. Dietro l’ironia c’è la convinzione che per Kiev la situazione resti drammatica: il cessate il fuoco è fragilissimo, la pressione russa non si è allentata e la diplomazia, almeno per ora, non sembra in grado di cambiare davvero il corso degli eventi. Merezhko, parlamentare ucraino del partito di maggioranza e presidente della commissione Esteri della Verkhovna Rada, il parlamento di Kiev, è una delle voci più autorevoli dell’establishment ucraino.

Che significato ha la missione americana di Witkoff e Kushner?
«L’unica cosa davvero positiva è che siano finalmente arrivati a Kiev. Non erano mai stati qui prima e adesso possono vedere con i loro occhi che cosa sta accadendo, ricevere informazioni dirette, capire il contesto reale della guerra. Ma, al di là di questo, resto molto scettico».

Perché?
«La situazione non è cambiata. L’ostacolo vero è uno solo: Putin. Tutto dipende da lui,

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