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Noya, a 23 anni è il più giovane producer del Festival di Sanremo con “Poesie clandestine” di LDA e Aka 7even: «Siamo coinquilini, abbiamo iniziato a crearla con piano e voce»

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di Ersilia Gillio

Salernitano, ha studiato pianoforte e violino, laureato in composizione elettroacustica al Conservatorio: «Gigi D’Alessio ha ascoltato il brano durante una fase del processo creativo. Confrontarsi con lui è stato importante»

Mattia Villano, 23 anni, originario di Roccapiemonte, in provincia di Salerno, entra nella storia del Festival di Sanremo come il più giovane producer di sempre ad aver firmato un brano in gara: “Poesie clandestine” portato sul palco da LDA e Aka 7even. Dietro il successo di Noya, il suo nome d’arte, c’è una solida formazione. Lo studio del pianoforte e del violino fin da giovanissimo, poi la laurea in composizione elettroacustica conseguita a soli 21 anni in Conservatorio. Un percorso accademico che gli ha fornito strumenti tecnici rigorosi, oggi messi al servizio di un linguaggio moderno, capace di muoversi con naturalezza tra urban e pop.

Il suo primo Sanremo a soli 23 anni. Più emozionato o nervoso?
“È un’emozione unica, davvero. E per questo sarò sempre grato ai due Luca (LDA e Aka 7even; ndr). È sicuramente un grande obiettivo raggiunto, ma credo di averlo realizzato davvero solo quando sono entrato alle prove generali e ho sentito l’orchestra suonare il nostro pezzo dal vivo.

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