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Norvegia, balzo di segnalazioni di violenza dopo il caso del figlio di Mette Marit. E dei donatori d’organi in vista del trapianto della principessa

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di Enrica Roddolo

Al via a febbraio il processo per Marius Borg Hojby, cresce la fronda repubblicana. Ma brilla la stella dell’erede Ingrid Alexandra

L’inizio del 2026 porta in Norvegia nuove tensioni nella famiglia reale, guidata dal 1991 da re Harald V, per l’avvicinarsi del processo al figlio dell’amore della principessa Mette Marit, arrestato in estate con 32 capi d’accusa. 

Il processo dovrebbe iniziare il 3 febbraio per il 29enne Marius nato prima delle nozze reali di Mette Marit con il principe ereditario Haakon Magnus: una favola contemporanea, che per la prima volta portò all’altare di un Royal wedding una ragazza madre, con il piccolo Marius al seguito come paggio d’onore. 

E l’accendersi dei riflettori sul ragazzo – il quale per voce del suo legale Petar Sekulic si è dichiarato innocente dalla accuse di violenza e stupro – ha fatto balzare il numero di denunce di violenza in Norvegia. May Britt Buhaug, segretario generale di Sanitetskvinnene, il servizio sanitario norvegese ha reso noto che dopo il caso del figlio della principessa, lo staff medico ha ricevuto un crescente numero di segnalazioni di violenze domestiche. 

Non solo, il caso Marius ha anche scatenato la fronda pro-repubblicana

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