di Diana Cavalcoli
Secondo Mark Dixon, ceo di Iwg, società specializzata nello sviluppo di spazi di lavoro flessibili, non si tratta di una tendenza temporanea, ma di un cambio di paradigma destinato a ridefinire la geografia del lavoro
Dalla rivincita delle città di medie dimensioni al superamento del concetto di ufficio nel centro città. Il mercato dei coworking e degli uffici in Italia sta attraversando una trasformazione strutturale, che va ben oltre il semplice passaggio allo smart working. Secondo Mark Dixon, ceo e fondatore di Iwg, società specializzata nello sviluppo di spazi di lavoro flessibili, non si tratta di una tendenza temporanea, ma di un cambio di paradigma destinato a ridefinire la geografia del lavoro.
Al centro di questa evoluzione c’è un’esigenza sempre più chiara da parte delle aziende: diventare più flessibili e meno capital intensive. «Negli ultimi anni — spiega — abbiamo visto come invece di investire in sedi tradizionali con costi elevati di affitto, allestimento e gestione le imprese stiano preferendo soluzioni “ready-to-use”, spazi già operativi e distribuiti sul territorio». È un modello che, nelle parole di Dixon, sta diventando “sempre più popolare a livello globale”, e che trova in Italia uno dei mercati a più alta




