
di Alessandra Muglia
Colpito il centro di Teheran, in particolare l’area di Pasteur Street, dove si trovano il palazzo presidenziale, la residenza della Guida Suprema e l’Assemblea degli Esperti
Tutto è cominciato con due forti esplosioni. Poi due colonne di fumo denso hanno iniziato a levarsi sul cielo di Teheran.
Colpito il centro della capitale iraniana, in particolare l’area di Pasteur Street, dove si trovano il palazzo presidenziale e la sicurezza nazionale, la residenza della Guida Suprema e l’Assemblea degli Esperti. L’attacco sferrato di buon mattino dagli israeliani con l’appoggio Usa ha preso di mira non solo le centrifughe iraniane, ma anche i nodi di comando e controllo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
Tra gli obiettivi, la sede del ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (Mois OIS), il palazzo della Corte Suprema, l’aeroporto di Mehrabad.
Le esplosioni hanno colpito anche la città principale di Isfahan (Iran centrale), la città santa di Qom (Iran centrale), Karaj a ovest di Teheran e Kermanshah (Iran occidentale), ha riportato l’agenzia di stampa Fars. «Il tipo di esplosioni suggerisce un attacco missilistico», ha dichiarato l’agenzia, senza fornire per ora ulteriori dettagli.
La rappresaglia iraniana non s’è fatta attendere. Teheran Iran




