di Valentina Iorio
Da quando è iniziata la guerra i costi di trasporto mare/terra sono aumentati di almeno 10 volte. Inoltre c’è il rischio che la merce rimanga ferma per giorni o settimane nei porti di transito
Da settimane gli investitori puntano l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, snodo chiave per le forniture di gas e petrolio, ma con l’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente, e con l’ingresso degli Houthi yemeniti nella guerra, un altro punto strategico rischia di rimanere bloccato a lungo: lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso con il golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano.
La «Porta delle lacrime»
Con una lunghezza di circa 113 km e una larghezza di 32 km, Bab el-Mandeb è uno dei colli di bottiglia del traffico marittimo più delicati al mondo. Il nome Bab el Mandeb significa «Porta delle Lacrime» o «Porta del Dolore» in arabo, dalla parola «bab» che significa «porta» e «mandeb» o «mandab» che vuol dire «lamento». Un nome che sembra evocare i pericoli della navigazione di quel lembo di mare. Da lì, in condizioni normali, transita ogni anno circa il 12% del commercio mondiale di petrolio via mare. Nel 2023, durante la guerra nella Striscia




