di Mario Platero
Agli incontri dell’Fmi/Banca Mondiale la «mina vagante» non sarà la guerra, ma i due nuovi fattori di rischio: il modello rivoluzionario Mythos Claude di Anthropic per l’Ai e una possibile crisi di liquidità dal settore credito privato
NEW YORK — La liturgia degli incontri di primavera del Fondo Monetario Internazionale Banca Mondiale è sempre la stessa: i ciliegi in fiore a Washington, l’arrivo oggi lunedì 13 aprile dei delegati di 191 paesi per fare il punto semestrale sull’economia mondiale, un calendario prefissato: domani 14 aprile il World Economic Outlook, il documento previsionale dell’Fmi (si attende crescita mondiale in ritirata), il 16 aprile gli incontri dei ministri del Tesoro e dei banchieri centrali del G7 e poi del G20, il 17 il Comitato Monetario e il 18 quello per lo Sviluppo della Banca Mondiale, poi tutti a casa.
Le tematiche
Ma se la liturgia non cambia, le tematiche parallele allo sviluppo economico, i fattori “esterni” che possono impattare la crescita non sono mai stati più numerosi, complicati, nuovi e densi di incertezza: la guerra, il rimbalzo dei prezzi del petrolio e dell’inflazione, la preoccupazione per il tasso di occupazione aleggiano ma, paradossalmente, sono nulla rispetto alle




