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«Non c’è Italia senza cinema». Oltre 200 firme contro la scelta del Governo di favorire le produzioni straniere, mentre c’è un taglio per quelle italiane

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Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Piovani, Trinca, Rohrwacher, Golino, Comencini tra i firmatari delle lettera. «Così si uccidono le nostre produzioni»

«Non c’è Italia senza cinema. Patrioti, ma di quale patria?» Una chiamata a racconta che sta coinvolgendo tutto il mondo del cinema –  sceneggiatori, sceneggiatrici, registe, registi, attori, attrici, compositori, compositrici, adattatori e adattatrici – ,contro la scelta del governo Meloni relative ai finanziamenti indicate nel Decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo”»: meno risorse alla creatività italiana, più soldi alle produzioni estere». Più di 200 le firme raccolte fino ad oggi. Dai Premi Oscar Nicola Piovani, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore a Gianni Amelio, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Nanni Moretti e Paolo Virzì. Da Francesca Archibugi a Cristina e Francesca Comencini. Da Matteo Garrone, Saverio Costanzo a Paolo Genovese, Daniele Luchetti e Gabriele Muccino. Da Claudio Bisio a Valeria Bruni Tedeschi, Marco D’Amore, Valeria Golino, Laura Morante, Alba Rohrwacher, Sergio Rubini, Filippo Timi e Jasmine Trinca. Da Pivio e Aldo De Scalzi a Giuliano Taviani. Da Artisti 7607 al Registro Attrici e Attori Italiani (Raai). Il testo della lettera ha toni drammatici. « Sembra incredibile ma è vero: mentre le risorse

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