
Da oltre due secoli si sapeva del rischio frana a Niscemi. Dopo decenni di rinvii, le piogge fanno crollare il paese e scoppia l’emergenza sfollati
In trent’anni si sono succeduti sette sindaci, tre commissari straordinari, nove governatori e sedici governi. Ma nessuno a quanto pare si è preoccupato della frana di Niscemi. Si sapeva che il paese poggiava su un terreno instabile e che con le piogge c’era il rischio che venisse giù tutto, ma nel corso degli anni, sindaci, commissari, governatori e governi si sono rimpallati il problema.
Era il 1997, e a Palazzo Chigi c’era Romano Prodi, quando la collina cominciò a franare. Tuttavia, dopo le promesse di interventi rapidi e qualche misura tampone per stabilizzare il terreno, tutto è rimasto come prima. Fino alle precipitazioni dello scorso gennaio. In poco tempo sono caduti 45 mm d’acqua, meno della metà di quelli del 1997. Ma è bastato perché un pezzo di abitato si sbriciolasse. Adesso che gli sfollati sono 1.500, e altri potrebbero aggiungersi, tutti protestano e promettono, ma la realtà è che le persone dovrebbero andarsene da lì, perché quelle case sono a rischio, perché il centro andrebbe ricostruito altrove, perché se le abitazioni sono edificate




