
di Serena Palumbo
Il regolamento stilato da un parroco di Palermo contro le nuove tendenze alle cerimonie. «Tutta colpa dei wedding planner. Seguire la liturgia, non le mode»
«Non sono ammessi animali durante la cerimonia che possano supplire le funzioni di competenza degli uomini. Si fa divieto che le fedi agli sposi siano portate da qualsiasi animale». L’indicazione è comparsa nei giorni scorsi in un vademecum stilato e pubblicato da Francesco Carmelita, parroco della chiesa di San Francesco di Paola, in pieno centro a Palermo. Una regola nuova, e per certi versi inusuale, ma che sembrerebbe fronteggiare un’esigenza precisa, laddove in passato a portare le fedi nuziali all’altare sono stati proprio animali a cui gli sposi erano legati.
Il messaggio del parroco – inserito in un elenco di precetti da osservare se si sceglie la chiesa di San Francesco di Paola per i matrimoni – sembra così avere un obiettivo preciso: «I wedding planner si attengano a quanto sopra. Si ricorda che l’edificio in cui si svolge la celebrazione è luogo di culto e non uno spazio per dare sfogo alle mode». Non un attacco contro gli amici a quattro zampe, quindi, ma un tentativo di




