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Nel Sud del Libano, senza tregua: i ponti distrutti sul fiume Litani, interi distretti sono isolati

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di Marta Serafini

La guerra vista da Sidone e dai campi profughi: «Siamo in trappola»

DALLA NOSTRA INVIATA
QASMIEH (LIBANO) – Cinquecento metri al massimo di lunghezza e duecento di larghezza. È quello che resta in piedi del ponte di Qasmieh, ultimo che collega il Nord al Sud del Libano, rientrato in funzione solo ieri. Scorre tranquillo il Litani, gonfio delle piogge degli ultimi giorni ma l’aria di tempesta ancora aleggia mentre un drone israeliano ronza tra le nuvole. 

Tra piantagioni di banani e serre di pomodorini, è su questo tratto di strada, unico rimasto aperto tra Tiro e Sidone, che due giorni fa è piombata parte delle centinaia di missili israeliani dell’Operazione Oscurità Eterna. 

Sottili le speranze di una tregua ma sempre più sottile è anche il filo che lega il Nord e il Sud del Libano. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), la distruzione di ponti chiave ha «gravemente compromesso la circolazione e l’accesso umanitario». Ma non solo. «Ha isolato interi distretti, lasciando senza via d’uscita oltre 150.000 persone e limitando gravemente l’accesso umanitario». 

«Benvenuti sul ponte dell’amicizia», recita la targa inaugurale scritta in russo e in arabo.

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