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Nel futuro, su Marte: città fatte di ghiaccio

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Se immaginate le future città marziane come architetture basse e color terra rossa, provate a cambiare per un attimo scenario: le colonie umane sul Pianeta Rosso potrebbero somigliare, piuttosto, ai paesaggi incantati di Frozen.

Il ghiaccio, presente per oltre 5 milioni di chilometri cubi su Marte, potrebbe infatti rivelarsi il materiale da costruzione più vantaggioso per i nostri futuri insediamenti extraterrestri. Lo sostengono, modelli alla mano, gli esperti di architettura spaziale del MIT, che hanno presentato le loro conclusioni al meeting annuale dell’American Geophysical Union.

Il ghiaccio? Meglio della regolite

Accantonata l’idea di trasportare materiali da costruzione da Terra, Marte offre due materie prime abbondanti: la regolite, lo strato di polveri e frammenti di roccia superficiali pieni di minerali ferrosi, e il ghiaccio d’acqua situato sotto la superficie e presente, per esempio, in enormi accumuli lungo l’equatore marziano. La regolite non è però il materiale ideale, perché prima di poter essere utilizzata andrebbe filtrata da alcuni suoi elementi e lavorata a temperature elevate. Più facile, per gli scienziati del MIT, immaginare spazi abitativi ottenuti dal ghiaccio, ispirati alle grotte di ghiaccio che si formano, per effetto dell’acqua di scioglimento, nei ghiacciai islandesi.

Come spiegato

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