Home / Gastronomia / Nel foodservice c’è una “tassa invisibile” che erode i margini: si chiama rebate

Nel foodservice c’è una “tassa invisibile” che erode i margini: si chiama rebate

image

Esempio semplice (il tipo di conto che nessuno fa):

Listino 100.

Sconto in fattura 10% ? fatturi 90.

Rebate 5% sul fatturato ? 4,5. Prezzo reale: 85,5.

Se poi hai 3 di costi commerciali (consegne urgenti, resi, condizioni particolari), scendi a 82,5.

E se il costo prodotto è 70, il margine non è quello che pensavi. È 12,5.

Non stai sbagliando a vendere. Stai sbagliando a vedere.

Esempio semplice (il tipo di conto che nessuno fa):Listino 100.Sconto in fattura 10% ? fatturi 90.Rebate 5% sul fatturato ? 4,5. Prezzo reale: 85,5.Se poi hai 3 di costi commerciali (consegne urgenti, resi, condizioni particolari), scendi a 82,5.E se il costo prodotto è 70, il margine non è quello che pensavi. È 12,5.Non stai sbagliando a vendere. Stai sbagliando a vedere.

Domattina, prendi i primi 10 clienti per fatturato e fai questo check rapido:

1. Per ognuno scrivi: sconto in fattura + rebate + promo + costi extra (resì, urgenze, consegne speciali).

2. Calcola il prezzo reale (quello che resta dopo tutto).

3. Chiediti: “Questo rebate compra qualcosa? Volume, mix o cassa?”

4. Se la risposta è “non lo so”, hai già trovato il problema.

5. Ridisegna il rebate con soglia + scaglioni + cap + condizione.

6. Comunica al

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: