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Nei kibbutz distrutti da Hamas il 7 ottobre 2023 tra memoria e voglia di ripartire: «Non demolite queste case»

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di Monica Ricci Sargentini

Nel kibbutz di Kfar Aza, a ridosso della Striscia di Gaza, pochi metri più in là sorgono abitazioni nuove, ancora vuote. Ma nessuno è tornato a viverci stabilmente

KFAR AZA (Israele) – Sivan e Naor si abbracciano felici, i visi incorniciati da due felpe grigie. Ma le fotografie dei due giovani, appese sul muro della loro casa, sono crivellate dalle raffiche che, il 7 ottobre, attraversarono queste stanze. Siamo nel kibbutz di Kfar Aza, a ridosso della Striscia di Gaza, pochi metri più in là sorgono abitazioni nuove, ancora vuote. Nessuno è tornato a viverci stabilmente, ma circa il 60 per cento degli 850 abitanti dovrebbe rientrare gradualmente tra settembre 2026 e settembre 2027. È proprio questa volontà di ricominciare a rendere lacerante la scelta sul destino del quartiere dei giovani.

«Non deve essere facile pensare di tornare a vivere con accanto questo ricordo dell’orrore» dico ad Orit Zadikevitch, 55 anni,che qui ci è nata. «È il problema che si stiamo ponendo» risponde incupendosi. Dopo mesi di discussioni, il 70% dei membri del kibbutz ha votato per spostare il quartiere dei giovani e costruire un memoriale all’ingresso di Kfar Aza. Ma i genitori

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