di Fausta Chiesa
La nave russa «Arctic Metagaz» ha gravi danni strutturali, tra cui uno squarcio sul lato sinistro. Trasporta gas liquefatto e carburante che potrebbe incendiarsi. Per Mosca è stata attaccata da Kiev
Si parla di rischio di disastro ambientale nel Mediterraneo per la metaniera russa alla deriva ormai da due settimane, da quando il 3 marzo è stata colpita da un attacco con droni. La Arctic Metagaz ha gravi danni strutturali, tra cui uno squarcio sul lato sinistro e segni di incendio nella sezione di poppa. A bordo restano serbatoi di gas naturale liquefatto (Gnl), oltre a carburante navale non scaricato, elemento che alimenta i timori di un possibile inquinamento marino in caso di sversamento. Il Gnl tende a evaporare rapidamente, ma il diesel potrebbe provocare effetti più persistenti sugli ecosistemi.
La riunione di emergenza di Tripoli
Il ministero dell’Ambiente del governo di unità nazionale libico con sede a Tripoli ha convocato un incontro urgente per valutare le conseguenze dell’esplosione. Secondo quanto riferito dalle autorità libiche, la nave si è incendiata in seguito a «esplosioni improvvise», con l’equipaggio evacuato senza vittime. La Lng carrier viaggiava alla sua velocità massima, stimata intorno ai 16 nodi, al momento dell’incidente, che secondo




