
di Vito Fatiguso
Dopo la protesta di 300 operai dell’azienda pugliese del mobile imbottito, la vertenza sarà gestita dal ministero delle Imprese e del Made in Italy
La vertenza Natuzzi, multinazionale del salotto che ha presentato un piano industriale per rilanciare la redditività del gruppo, finisce nelle mani del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo dopo la rottura tra azienda e sindacati, che ha portato a Roma una delegazione di 300 lavoratori per testimoniare il disagio rispetto a tagli e chiusure.
Da dove si riparte? «È stata condivisa la necessità di ristabilire corrette relazioni industriali – è scritto in un comunicato di Cgil, Cisl e Uil – e un metodo di confronto preventivo sulle scelte strategiche aziendali da svolgersi direttamente presso il ministero, nelle giornate del 10 e 11 marzo. L’azienda dovrà dettagliare le informazioni alla base delle decisioni che incidono sull’assetto industriale e occupazionale, riconoscendo la centralità del confronto con le organizzazioni sindacali». «Crediamo che una soluzione condivisa possa essere raggiunta, grazie agli incontri programmati, entro il 15 marzo per dare attuazione al piano industriale – ribatte la Natuzzi – in un quadro geopolitico e di instabilità che si aggrava ulteriormente con i




