
di Cesare Bechis
La rabbia di Cgil, Cisl e Uil dopo la lettera di di Pasquale Natuzzi, patron della multinazionale del salotto
I sindacati non hanno preso molto bene i riferimenti di Pasquale Natuzzi, patron della multinazionale del salotto, sugli azionisti che non vedono dividendi da tempo e lui stesso che lavora «gratuitamente per l’azienda ogni giorno, 7 giorni su 7». Scelte che starebbero a dimostrare «un impegno concreto verso il futuro». L’interpretazione delle due affermazioni da parte dei rappresentanti dei lavoratori diverge dal significato sacrificale e di rinuncia che ha voluto dare loro Natuzzi nella lettera spedita ai propri dipendenti per fare il punto sulla vertenza che vede contrapposte le due controparti.
«Natuzzi e il consiglio di amministrazione rappresentano i loro sacrifici – dice Saverio Loiudice, della Uil Bari, – io non ho la possibilità di verificarne la veridicità. Ne prendo atto, ma dico che se l’azienda la mette su questo piano allora è bene ricordare loro che i sacrifici i lavoratori di Natuzzi li fanno, voglio ricordarglielo, da oltre vent’anni con gli stipendi ridotti perché c’è la cassa integrazione». Loiudice sostiene inoltre che «il progetto presentato dall’azienda peggiora le condizioni di vita e di lavoro




