
di Vito Fatiguso
L’appello al gruppo di Santeramo che – come spiega la segretaria della Cgil Puglia, Gigia Bucci – «tradisce» gli impegni presi e trasferisce la produzione dalla Cina in Romania
La delocalizzazione è una scelta che penalizza la produzione italiana. Quindi la Natuzzi è chiamata a rivedere una decisione, che va contro il supporto che lo Stato garantisce con l’erogazione della cassa integrazione straordinaria e le misure di sostegno agli investimenti. È questo, in estrema sintesi, il leit motiv delle reazioni sulle contromosse che la multinazionale del salotto ha predisposto per contrastare la crisi (nel 2025 ha chiuso il bilancio con una perdita di 30,6 milioni). Azioni che porteranno il trasferimento delle linee della Cina (il 15% del totale di gruppo) non in Puglia e Basilicata, ma negli stabilimenti della Romania.
«L’atteggiamento del management Natuzzi – commenta Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia -, incapace ancora una volta di mantenere gli accordi paventati ai tavoli istituzionali, è gravissimo. Non si gioca con il lavoro e la vita di migliaia di lavoratori e lavoratrici, ai quali manifestiamo ancora una volta vicinanza e sostegno nella difficile vertenza che li vede loro malgrado protagonisti. La chiusura di




