
di Paolo Cuozzo
Via alla riforma dello Statuto comunale, riduzioni fino a 650 euro netti. La modifica comporterà un taglio dal 10 al 15% allo stipendio mensile
Via libera a maggioranza qualificata di almeno 28 eletti alla riforma dello statuto comunale. Aggiornata la «carta» del Comune di Napoli a oltre trent’anni dalla sua adozione. Il nuovo Statuto, riorganizzato in 102 articoli e articolato in 9 Titoli, interviene in modo organico sui principi, sugli strumenti di partecipazione e sull’assetto amministrativo.
Asse centrale della riforma, viene spiegato dal Consiglio, è rappresentato dalla «partecipazione. Vengono estesi — si legge in una nota — i diritti anche a non residenti, studenti e cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio. Sono rafforzati gli strumenti di consultazione, introdotte consulte e osservatori tematici e valorizzato il bilancio partecipativo, con un maggiore coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte su servizi e risorse». La riforma statutaria, determinerà anche una modifica del regolamento, che, nel caso delle Municipalità, avrà un effetto futuro sulle indennità degli eletti.
La modifica comporterà un taglio del 15% allo stipendio mensile dei presidenti delle 10 Municipalità, che oggi percepiscono il 75% del compenso di un assessore comunale (circa 8.000 euro lordi);




