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Mutui, con il variabile oggi si risparmia (ma viene scelto da 1 su 10): e gli under 35 spingono le compravendite

di Gino Pagliuca

Su un finanziamento di 200 mila euro, il prestito indicizzato ne fa risparmiarne 100 al mese rispetto al fisso, solo il 10% degli acquirenti però lo sceglie. Operazioni e surroghe su. Le case «verdi» tengono meglio

Chi cerca un mutuo non si fida troppo delle previsioni sull’andamento del costo del denaro. Secondo lo scenario delineato dai forecast sull’Euribor, chi dovesse avviare oggi un finanziamento a tasso variabile per l’acquisto della casa potrebbe contare su una rata più bassa di quella con cui partirebbe se scegliesse il fisso, almeno fino al 2030. Eppure l’indicizzato viene scelto da meno del 10% dei potenziali debitori. D’altra parte, ancora troppo fresco è il ricordo di che cosa è successo con lo scoppio della guerra in Ucraina e l’innalzamento dei tassi che ne è seguito, con famiglie che si sono trovate a pagare rate più che raddoppiate rispetto a quelle che pagavano in precedenza. Il gap tra i parametri benchmark, Euribor tre mesi per il variabile, Eurirs 20 anni per il fisso, si aggira attualmente sui 120 centesimi, forbice che si riduce a circa 80 se si confrontano i tassi «finiti» dei finanziamenti, perché le banche praticano uno spread

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