
Su Quattroruote di febbraio 2018 dedicammo un articolo ai verbali incomprensibili intitolato “Infrazione enigmistica”. In cui scrivevamo che “l’impatto di ciascuno di noi con l’apertura della famigerata busta verde resta micidiale. Che cosa può capire una persona “normale”, non addetta ai lavori, non laureata in giurisprudenza, non dipendente della pubblica amministrazione, leggendo periodi lunghi 12 righe dattiloscritte, redatti in burocratese stretto, infarciti di riferimenti normativi? Nulla”.
Sono passati otto anni e mezzo e, a parte la notifica digitale che molto lentamente sta soppiantando la busta verde, non è cambiato niente. Ecco perché chiediamo con forza al ministro Salvini un intervento in questa direzione. Come? Introducendo nel Regolamento di esecuzione del nuovo Codice, attorno al quale i tecnici dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno stanno lavorando, “un modello standard semplificato” che separi i dati fondamentali della violazione stradale dalle norme di riferimento.
Lo ribadiamo: “Basterebbe riportare sul lato A di un normale foglio di carta di formato A4, come in un elenco “a pallini”, i quattro gruppi di elementi necessari e indispensabili per capire di cosa si tratta (intestatario del veicolo, violazione, sanzioni, termini) e indicare sul lato B, in relazione a ogni voce del lato A (soltanto ove necessario, ovviamente)




