
di Valerio Cappelli
Il regista e la serie Sky «Fine dei giochi», con Miriam Leone nel ruolo di Patrizia Reggiani
«Ho avuto ragione su tutto. Su di lei, e su di te, che non saresti stato assolutamente pronto. Io ho fatto il mio. Te?». Sono le parole che Rodolfo Gucci dice a suo figlio Maurizio. Gabriele Muccino sta girando la serie originale Sky (coprodotta da Lucky Red, visibile nel 2027, e in streaming su Now) «Gucci-Fine dei giochi»: «Sono sei episodi, è come se fossero tre lungometraggi».
Una scena girata a Roma, nel maestoso Palazzo Torlonia, si svolge nel 1972. La saga percorre quasi 90 anni: dagli Anni 30 al 2016, quando Patrizia Reggiani, l’ex moglie di Maurizio, torna in libertà, dopo essere stata accusata di aver commissionato il suo omicidio. «La racconto attraverso i flashback di due interviste, alla madre Patrizia e a sua figlia Allegra, che a distanza si rispondono creando il meccanismo per andare indietro nel tempo e ricucire tutta la genìa dei Gucci», dice il regista.
Un viaggio «intimo e privato», dall’alto valore produttivo, che nasce dal memoir di Allegra Gucci («Fine dei giochi-Luci e ombre sulla mia famiglia»), alla conquista




