di Federico De Rosa e Daniela Polizzi
Al posto di Lovaglio (che resta in consiglio ma senza poteri) subentra il vice dg vicario Maurizio Baj. Ora iniziano i dialoghi con gli investitori
Il braccio di ferro tra il consiglio del Monte del Paschi e il ceo Luigi Lovaglio si è concluso con la revoca delle deleghe e la sospensione del banchiere dalla carica di direttore generale con decorrenza immediata. Lovaglio resta però in consiglio, anche se senza poteri. La soluzione per estromettere Lovaglio dalla stanza dei bottoni, dopo la candidatura come ceo della banca per una lista concorrente a quella del cda dalla quale è stato escluso, è stata decisa ieri dal board presieduto da Nicola Maione, dopo tre giorni di confronto. Come ha comunicato il cda del Monte, la decisione è stata presa «tenuto conto dell’inserimento del dr. Lovaglio quale candidato amministratore delegato nella lista che si candida a eleggere la maggioranza degli amministratori presentata da Plt holding e Plt spa». Il consiglio ha «avocato a sé i poteri» prima conferiti a Lovaglio.
I pareri legali
Sul tavolo del consiglio sono arrivati i pareri legali richiesti al general counsel del Monte, che è stato a sua




