di Stefano Righi
In queste ore la lista dei candidati amministratori del Monte, domani è attesa quella per il nuovo consiglio di Banco Bpm. Ma a Rocca Salimbeni non è ancora arrivata l’autorizzazione a presentarla. La Bce aspetta, il tempo stringe. Nella presentazione del piano di integrazione del gruppo senese i dividendi aumenteranno dai 2,6 miliardi dell’esercizio 2025 ai 3,6 del 2030, sempre in contanti. L’anomalia del contratto a Grilli, presidente di Piazzetta Cuccia
Il piano di integrazione di Mediobanca nel Monte dei Paschi di Siena è stato accolto gelidamente dal mercato. Venerdì scorso, 27 febbraio 2025, dopo un iniziale guadagno in Borsa per entrambi i titoli interessanti, che si sono spinti ad apprezzarsi fino a mezzo punto percentuale, l’atteggiamento degli operatori è cambiato facendo registrare perdite pesanti che a fine seduta hanno toccato per Mps il 6,76 per cento (a quota 8,298 con una perdita di 60 centesimi di euro) e per Mediobanca il 6,24 per cento a quota 18,47, con una perdita di 1,23 euro e volumi più che doppi rispetto alla media delle ultime 30 sedute.
L’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha confermato tutte le indicazioni già fornite, allungando l’orizzonte al 2030, anno in cui




