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Mozioni fantasma a Torino: dagli «umarell» nei cantieri ai richiami a Putin, centinaia di idee (a volte assurde) ferme nei cassetti del Comune

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di Gabriele Ferraris

Ci sono quelle ingiustamente dimenticate e quelle ormai «scadute», appelli astratti e veementi appelli internazionali. Il limbo burocratico delle proposte dei consiglieri tra «Patti digitali» e «Urbanismo tattico»

A luglio dell’anno passato il consigliere comunale Simone Fissolo ha presentato una mozione che auspica il «coinvolgimento degli Umarell (ovvero, «i cittadini anziani che osservano e commentano i cantieri con interesse e partecipazione») in forma organizzata e riconosciuta per monitorare l’andamento dei cantieri della città». Purtroppo, l’immaginifica proposta di sguinzagliare tra scavi e bitumature squadroni di vigilantes della terza età finora non ha avuto seguito: essa giace negletta nei bassifondi del teorico «ordine dei lavori» del Consiglio comunale, tra decine di altre mozioni, delibere e ordini del giorno sugli argomenti più variegati e talora stravaganti. Buona parte di tale torrenziale produzione non viene lestamente discussa in Consiglio. Per questioni regolamentari, priorità diverse, mancanza di tempo (e in alcuni casi, spero, onesto senso del ridicolo) quel ricco giacimento di alzate d’ingegno e nobili intemerate si sedimenta negli «ordini dei lavori» di ogni singola seduta, in vana attesa d’approvazione.

Grandi idee fuori tempo massimo

Ci sono atti che risalgono ad altre ere geologiche e creano uno straniante effetto distopico: con la

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