di Stefano Righi
Lo strano ruolo di Luigi Lovaglio: da leader indiscusso del cda a candidato del fronte avverso. Le sfide sul piano di integrazione di Mediobanca e il futuro del colosso Generali
Fabrizio Palermo e Nicola Maione guideranno il Monte dei Paschi di Siena da metà aprile e per i successivi tre anni. A meno di novità dell’ultima ora. Le loro candidature, che avrebbero l’appoggio forte dell’azionista Francesco Gaetano Caltagirone, sono emerse nitidamente la scorsa settimana, dopo che, all’inizio di marzo, il consiglio di amministrazione aveva escluso dalla lista dei propri candidati l’allora ceo Luigi Lovaglio e proposto al suo posto una terna di candidati composta, oltre che da Palermo, dalla coppia Corrado Passera e Carlo Vivaldi, lasciando così all’assemblea il compito di decidere sulla base della nuova legge Capitali.
La candidatura di Lovaglio quale capo azienda, nome forte della lista presentata a sorpresa da Plt holding e che vede come candidato presidente l’ex numero uno di Unicredit Cesare Bisoni, ha costretto il cda del Monte dei Paschi a scegliere. L’incertezza non piace ai mercati. Così la scorsa settimana il nome di Palermo è diventato l’unico candidato alla guida del Monte, con Corrado Passera finito terzo in




