
di Barbara Visentin
Il grande paroliere era legato al cantautore da una lunga amicizia
Il dispiacere di Mogol per la scomparsa di Gino Paoli trapela all’istante dalla voce piena di tristezza con cui risponde al telefono: «L’ho saputo 15 minuti fa, era un caro amico, un grande autore e un grandissimo artista», dice il paroliere.
Vi eravate sentiti di recente?
«Qualche mese fa gli avevo parlato al telefono e mi era sembrato un po’ triste, come se fosse un po’ depresso».
Capì come mai?
«Non lo so, non ero riuscito a capirlo, ma avrei voluto stare con lui, fargli compagnia. Era una bellissima persona e non meritava di essere triste. Credo di avergli anche detto di venire a trovarmi, a ripensarci mi dispiace proprio tanto».
Paoli diceva di doverle moltissimo.
«Mi era molto grato perché ai suoi esordi avevo fatto sentire “Il cielo in una stanza” alla Mina: mi ero accorto subito che era una canzone incredibile e ne avevo parlato con lei. Però ero stonato e cantandogliela non gliela stavo facendo sentire nel modo giusto, quindi le ho detto “adesso te la faccio cantare da lui”. L’ho chiamato, è venuto a fargliela sentire, a Mina è piaciuta




