
di Antonella Baccaro
Il paroliere: «Vogliono graffiare il ministro, che c’entro io? Ero atteso nella Capitale di prima mattina, sarebbe stato un peccato rinunciare a un premio»
DALLA NOSTRA INVIATA
SANREMO – E polemica fu, con tanto di interrogazione parlamentare. Alla fine al Festival di Sanremo (finora) delle mancate scaramucce, a accendere gli animi è un signore di quasi 90 anni, autore di alcune delle colonne sonore più belle delle nostre vite, che ha usufruito di un passaggio in un elicottero da soccorso dei vigili del fuoco per andare da Genova a Roma. Parliamo di Giulio Rapetti, in arte Mogol, insignito sul palco dell’Ariston, giovedì sera, di un premio alla carriera, e atteso ieri mattina a Roma, per la festa degli 87 anni dalla formazione del Corpo dei vigili del fuoco. Proprio per i pompieri Mogol ha scritto appositamente un inno, e anche per questo è stato premiato come «vigile del fuoco ad honorem».
É ormai pomeriggio quando Mogol risponde al telefono. Si sente subito che è turbato. Preferirebbe non parlare. Certamente non si aspettava tanto clamore, invece è finito tra i privilegiati della «casta» trasportato con quel volo anziché farlo andare con un aereo di linea. Accanto




