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Mogli e mariti, fratelli e sorelle, finché referendum non vi separi: da Martelli-Quartapelle a Boccia-De Girolamo

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di Giovanna Cavalli

Da Martelli-Quartapelle a Boccia-De Girolamo, tante le coppie divise da un sì o un no. Ma c’è anche chi per la prima volta si ritrova dalla stessa parte della barricata

Sarà per sempre sì. O per sempre no. Però se non altro di qui a poche ore il quesito referendario avrà la sua risposta definitiva. E in molte famiglie divise dall’intenzione di voto tornerà la pace (oppure si comincerà con i «te l’avevo detto io»).

Mai come stavolta il tema della consultazione popolare — ovvero la riforma della Giustizia — ha diviso mariti e mogli, sorelle e fratelli, sfiancati da mesi di dibattiti familiari più o meno composti.

All’ultimo cavillo, codici alla mano, sarà stato il confronto in casa di Silvia Albano e Fabrizio Merluzzi. Lei, presidente di Magistratura democratica, la corrente più a sinistra dell’Anm, è una paladina del no. Lui, ex presidente della Camera penale di Roma, un sostenitore del sì

«Mia moglie mi rimprovera di non vedere oltre il mio naso, io di avere una posizione piuttosto ideologica e slegata dal merito. Ma tutto avviene con rispetto ed estrema pacatezza», ha raccontato Merluzzi al Foglio.

Il viceministro della Giustizia

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