
Escono, ma restano. Vanno a casa, ma conservano un posto nel cuore. Il Mondiale è da sempre una storia di sconfitti – vince solo una… – ma l’impressione è che quest’anno ci siamo legati più che mai agli eliminati, rendendo concreto quello che ci hanno sempre raccontato a scuola: chi perde, se è come Ettore nell’Iliade, è più affascinante di chi vince. Capo Verde da sola basterebbe per spiegare il concetto ma ognuno ha il suo sconfitto preferito… e non chiamatelo perdente, che ha un altro significato.




