di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il regime speciale sui tempi dei cantieri esteso da 36 a 48 mesi per la conclusione dei lavori. Un sistema nato per l’emergenza prezzi si è trasformato in una proroga strutturale
Un altro anno in più. E soprattutto altri dodici mesi che si sommano a una proroga già diventata, nel tempo, la regola. Con un emendamento al decreto Milleproroghe approvato in Commissione alla Camera, i termini per l’avvio e la conclusione dei lavori edilizi privati salgono da 36 a 48 mesi per i permessi di costruire rilasciati fino al 31 dicembre 2025.
Si tratta dell’ennesimo allungamento di un regime speciale nato nel 2022, all’indomani dello shock dei prezzi dei materiali provocato dalla guerra in Ucraina (e sullo strascico di quello causato dalla pandemia). Doveva essere una misura temporanea per mettere in sicurezza i cantieri travolti dal caro-ferro, dal cemento introvabile e dai costi fuori controllo. Sta diventando, di fatto, una nuova normalità.
La nuova tempistica
La proroga riguarda i titoli edilizi più pesanti: permessi di costruire, Scia, autorizzazioni paesaggistiche e ambientali, convenzioni di lottizzazione. Non le piccole ristrutturazioni, ma le operazioni che muovono investimenti rilevanti e cantieri complessi. In condizioni ordinarie




