
Il tecnico rossonero nel dopogara col Chelsea: “Sapevamo che avremmo sofferto un po’, ma stiamo facendo il percorso giusto per mettere in condizione la squadra di vincere la prima partita ufficiale della stagione”
Sta dunque per arrivare la settimana delle decisioni. Tradotto: coloro che Amorim deciderà di tagliare da una rosa che è troppo numerosa e al tempo stesso ancora lacunosa. Un paradosso che illustra molto bene le enormi difficoltà del club rossonero di piazzare chi – quanto meno per questa stagione – non viene ritenuto parte del progetto tecnico. Il problema è che se occorresse decidere soltanto sulla base di questa partita – ma per fortuna non è così -, i giocatori sicuri di restare a Milanello non raggiungerebbero le dita di due mani. A Giacarta, dopo aver visto ombre e luci, pregi e difetti nelle due amichevoli precedenti, non ha funzionato praticamente nulla. Fase offensiva non pervenuta, fase difensiva in stile déjà vu, a scelta, tra l’ultimo mese dello scorso campionato e quello di anni fa.
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Ora ad Amorim rimane soltanto un ultimo test – contro lo United a Ferragosto – per le prove generali in vista del debutto in campionato. Sul quale questo pesante tre a




