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Migranti, sia Roma che Berlino escludono uno scontro. Il fattore «elettorale»

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di Marco Galluzzo

I Paesi si «coprono» a destra per ragioni politiche interne

Fra l’Italia e la Germania non si è aperto alcun tipo di scontro. Lo dicono a Palazzo Chigi, e lo confermano nel governo di Berlino. Non è un caso che ieri pomeriggio l’ambasciatore tedesco in Italia, Thomas Bagger, dopo le notizie e le indiscrezioni delle ultime ore, abbia sentito il bisogno di mettere nero su bianco, sui social, che Germania e Italia sono perfettamente allineate, collaborano strettamente nella «massima fiducia» su tutte le questioni migratorie.

Nel governo italiano — dopo che un anonimo portavoce del governo di Berlino ha dichiarato alla stampa che dal 12 giugno sono entrate in vigore le nuove regole sui ricollocamenti fra migranti clandestini nella Ue, e che dunque l’Italia dovrà riprendersi i clandestini transitati sul proprio territorio — fanno notare almeno un paio di cose. Non ha parlato Merz, così come nessun membro del governo tedesco. E sarebbe stato anomalo il contrario, visto che il cancelliere che da oltre un anno partecipa a tutte le riunioni sul tema che precedono il Consiglio europeo, cogestite da Italia e Danimarca, è perfettamente allineato su una linea dura contro le migrazioni irregolari.

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