
di Nicolò Delvecchio
L’ex governatore pugliese fu più volte minacciato di morte quando era magistrato antimafia. «La scorta? Limite alla libertà»
All’indomani dell’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della giudice di Lecce Maria Francesca Mariano, dal 2023 sotto scorta – con livello di protezione massima – a causa delle minacce subite per i provvedimenti firmati contro i clan salentini, in Puglia torna l’allerta delle minacce mafiose nei confronti dei magistrati. Michele Emiliano, ex pm antimafia, ha vissuto a lungo sotto scorta a causa delle minacce ricevute dalla criminalità organizzata.
Lei da magistrato ha vissuto sotto scorta, per quali inchieste finì sotto protezione?
«Ero nel pieno di più indagini che riguardavano la Sacra Corona unita e furono quattro o cinque episodi, nei primi anni Novanta, a costringere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a disporre misurare di protezione. Diversi pentiti brindisini e barlettani dichiararono che erano stati organizzati degli attentati con esplosivo e con un bazooka che avrebbero dovuto colpire la mia vettura blindata. Ma i due più gravi e preoccupanti riguardarono innanzitutto un commando che era già sulla strada Brindisi-Bari, e che mi stava aspettando preparandosi ad un attentato sul modello delle rapine ai portavalori per bloccare




