
di Francesco Rosano
Dopo la sponda con il Viminale e il no del sindaco Lepore a un Cpr a Bologna, il presidente dell’Emilia-Romagna resta determinato a cercare un patto con il governo: «Con Piantedosi ci siamo sentiti e chiariti, ci confronteremo»
Sui temi della sicurezza e dell’immigrazione «la sinistra deve aggiornare la sua proposta. Dobbiamo ammetterlo, su quel versante non siamo percepiti come credibili da una parte rilevante della popolazione e anche ci chi vota ci chiede di fare uno scatto».
A una settimana dall’apertura a un patto con il Viminale che ha agitato la sinistra e mandato in tilt il Pd, dove la creazione di un Cpr in Emilia-Romagna resta un mezzo tabù, il governatore Michele de Pascale chiarisce una volta di più che la sua non è stata una boutade ma una precisa scelta politica.
«Così come la retorica securitaria e anti-immigrazione della destra non funziona — sottolinea — la sinistra deve aggiornare la sua proposta e tenere insieme prevenzione e aspetti securitari. Dire che la sicurezza non si fa con la repressione, ma con la prevenzione, è sbagliato: si fa sia con la prevenzione che, in alcuni casi, con la repressione».
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