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Michele Bravi: «Sanremo è un’esperienza unica, canterò un brano sul senso di inadeguatezza»

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di Renato Franco

Il cantante torna per la terza volta all’Ariston: «Il mio festival, dramma e commedia: io non riesco a presentarmi lì e pensarmi fighissimo

«È stata la prima volta che mia mamma nel gruppo WhatsApp di famiglia mi ha detto: finalmente una bella canzone». Ironico e disincantato, anche cinico (così si autodefinisce), Michele Bravi torna per la terza volta a Sanremo con Prima o poi, un brano in cui dà voce a un monologo interiore che si traduce in musica: una riflessione intima sul senso di inadeguatezza, dedicata a tutte le persone che, almeno una volta, si sono sentite fuori posto nel mondo. Lui fuori posto si sente tutti i giorni: «Io non riesco ad andare al Festival e pensarmi fighissimo. Guardo gli altri e mi sembra che facciano sempre fuochi d’artificio, organizzano tutto, sono sempre alla ricerca e in rincorsa di qualcosa».

Lui a Sanremo si è avvicinato «quasi con un sano menefreghismo». Per dire: ha saputo di essere stato scelto da Carlo Conti tre giorni dopo l’annuncio dei 30 cantanti in gara. Sembra difficile da credere. «Giuro, ero ad Haiti in un luogo sperduto nei boschi, non c’era nessun segnale e nessuna possibilità

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