di Viviana Mazza
Per il politologo Usa, difficile «prendere sul serio il cambio di regime, che alla fine sarà indebolito militarmente ma internamente resterà piuttosto forte. Se inviti gli iraniani nelle strade, li inviti a essere uccisi»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – «Per quanto ne so, non c’è una opposizione organizzata al regime di Khamenei. C’è ovviamente una opposizione popolare ampia, ma non un governo in attesa, fuori o dentro l’Iran, un movimento che possa prendere il controllo. In Libia c’era una specie di esercito di signori della guerra pronto a sfidare il regime e tutto quello che abbiamo dovuto fare è stato sganciare bombe di fronte a loro mentre avanzavano da est a ovest. Non c’è nulla di tutto questo, per quello che so, in Iran».
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È difficile «prendere sul serio dal punto di vista politico» l’appello di Trump al cambio di regime, dice al Corriere il filosofo politico Michael Walzer, che il 3 marzo compie 91 anni, il cui celebre saggio «Guerre giuste e ingiuste», è stato ripubblicato a gennaio in una nuova edizione da Garzanti. Dalla sua casa a New York, Walzer parla al telefono con i




