
di Fabrizio Geremicca
Un cambio di Pec non comunicato tempestivamente costerà a Trenitalia la cifra che avrebbe dovuto incassare dal Comune in relazione all’esercizio temporaneo della Linea 1 del metrò. Il Tar ha dato ragione all’Ente locale
Un cambio di Pec, la posta elettronica certificata, non comunicato tempestivamente costerà a Trenitalia 1.300.000 euro. La cifra che avrebbe dovuto incassare dal Comune di Napoli in relazione all’esercizio temporaneo, che risale ad un bel po’ di anni fa, della tratta della linea 1 della metropolitana tra Vanvitelli e Piscinola/Scampia. Vicenda complessa, che si è giocata tutta sul filo delle carte bollate e dei giudici tra il Comune e la società delle Ferrovie dello Stato e che può essere sintetizzata, con qualche semplificazione ed approssimazione, in questi termini.
Trenitalia, in virtù della gestione temporanea della metropolitana collinare ed in forza della sentenza numero 3005 del 26 febbraio 2014 con la quale il Tribunale di Napoli aveva condannato il Comune, vantava un credito nei confronti di Palazzo San Giacomo pari ad 1.300.000 euro, oltre interessi legali. Non avendo incassato un centesimo di tale somma, aveva poi adito il Tar Campania per il giudizio di ottemperanza. È quello attraverso il quale si




