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Meta, il bivio del 2026: conti record, più rischi su Ai, regolazione e metaverso

di Alessia Cruciani

I ricavi in crescita del 22% sostengono la società di Zuckerberg, che deve difendere il suo modello di business nonostante le nuove restrizioni sui social, il fallimento del metaverso e una corsa all’Ai ancora da dimostrare

I conti vanno bene, il mercato premia. Ma le soddisfazioni si alternano ai mal di pancia. Il 2026 sarà per Meta l’anno della svolta? O, meglio, sarà l’anno in cui Mark Zuckerberg proverà a rimettere ordine dopo una fase lunga e turbolenta in cui la bussola sembrava oscillare tra ambizioni smisurate, scelte controverse e una crescente pressione politica e regolatoria? 

Preoccupazioni

Iniziamo dai mal di pancia. A provocarli, innanzitutto, è il clima che si sta creando attorno ai social network e al loro impatto sui più giovani. In diversi Paesi stanno prendendo forma divieti sempre più rigidi per l’accesso dei minori alle piattaforme digitali, con soglie fissate a 15 o 16 anni. Una tendenza destinata a estendersi rapidamente e che tocca il cuore del modello di business di Meta. L’Australia ha già deciso di vietare i social agli under 16 a partire da dicembre 2025, mentre la Francia e la Spagna hanno annunciato o approvato provvedimenti analoghi. Anche nel

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