
Argentina sicura del primo posto, Scaloni pensa al turnover per la sfida con la Giordania, ma la Pulce vuol continuare a segnare
I 18 gol di Lionel Messi al Mondiale sono diventati un record lunedì con la doppietta all’Austria. E’ partita poi la corsa a celebrarli, ricordarli tutti, a pensare cosa si faceva e dove ci si trovava quando Leo segnava alla Coppa del Mondo. Il primo porta la data del 16 giugno 2006, contro la Serbia e Montenegro, ancora unite, a Gelsenkirchen, piena Ruhr. Fra i fortunati che l’hanno vissuto più da vicino, c’è Lionel Scaloni. Era in panchina, riserva della nazionale: ha fatto festa al ragazzino quasi 19enne che esordiva al Mondiale ma non nella Seleccion in assoluto, perché il battesimo era avvenuto in agosto dell’anno precedente, amichevole con l’Ungheria. Messi entra, un avversario lo trattiene per la maglia, lui si divincola e gli parte una manata per liberarsi: espulso dopo 43 secondi dall’arbitro Markus Merk, dentista di Kaiserslautern. Scaloni quel giorno era in campo.
Senza limiti—
Nella notte tra oggi e domani, alle 4 italiane, l’Argentina, già prima, chiude il girone affrontando la modesta Giordania a zero punti. Il ct ha provato in allenamento una formazione




