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Merli (Erg): «Energia conveniente? Servono più gare pubbliche per le rinnovabili»

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L’amministratore delegato del gruppo di Genova: per abbassare i prezzi vanno anche favoriti i contratti a lungo termine con i privati

L’energia prodotta con sole, vento e acqua oltre a non inquinare, ha due straordinari vantaggi – costa il 40% in meno di quella fatta con il gas e rende indipendenti dagli altri Paesi. Da qui l’aumentata aspettativa sulle rinnovabili. Ma perché in Italia i prezzi più bassi non hanno riscontro in bolletta e in Spagna sì? Che cosa si può fare di concreto per aiutare le nostre imprese e le nostre famiglie? È questa la domanda delle domande che rivolgiamo al ceo di Erg Paolo Merli. Ma ci arriviamo per gradi.
Siete uno dei principali operatori italiani delle rinnovabili. Avete chiuso un buon primo trimestre con utili netti in aumento del 24% a 61 milioni. Si può dire che dopo una fase di diffidenza ora sembra tornata una forte attenzione alle rinnovabili?
«Ma questa attenzione arriva a scoppio ritardato. Inoltre, mi pare più a parole che nei fatti».
Quale è il principale problema? Legambiente stima che il 70% dei potenziali impianti sia ancora in attesa della conclusione di una istruttoria tecnica. Il presidente di Confindustria parla di 4.000 progetti fermi.

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