
di Christian Benna
Scontro al Caat di Torino sugli orari di apertura: c’è chi vuole dire addio al lavoro notturno per rilanciare l’agricoltura locale e chi difende la tradizione. La «zucchina con fiore», oggi importata dal Lazio, è il simbolo della battaglia
Tutta colpa della zucchina con fiore di Fondi. La battaglia sul fuso orario dei mercati generali, il Centro agroalimentare di Grugliasco Caat, tra il partito (riformista) che vuole fissare l’apertura quando il sole è già un alto in cielo e quello (conservatore) che mantenere il lavoro la notte (dalle 3 in poi), ruota intorno anche al vegetale originario dell’America centrale. «Compriamo quintali di zucchine dalle campagne del Lazio, 14 ore di autotreno per arrivare a Torino, perché con i nostri orari scoraggiamo la coltivazione sotto casa. È ora di cambiare per il bene nostro ma anche per quello dell’agricoltura», spiega Vittorio Rovetta, imprenditore della frutta secca e presidente di Fedagro Torino, l’associazione che riunisce 75 grossisti del Caat promotrice dell’idea di rivedere gli orari di una cittadella da 1.500 persone che si mette in moto quando tutti gli altri dormono. Ma ora Rovetta si ritrova assediato dai tanti no di standisti storici come Nino Monticone




