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Meno tasse su aumenti e lavoro notturno e festivo: le regole dell’Agenzia delle entrate per il Fisco «light»

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Operativo il meccanismo in busta paga o in dichiarazione. Flat tax al 5% sugli incrementi da rinnovi dei contratti per redditi fino a 33 mila euro e aliquota al 15% su indennità di turni e festivi entro 1.500 euro l’anno

Il fisco rinuncia a una parte del gettito sugli aumenti in busta paga, ma solo per una platea ben delimitata di lavoratori del settore privato. Con la circolare diffusa oggi dall’Agenzia delle Entrate diventano operative le agevolazioni introdotte dalla Legge di bilancio 2026: aliquota ridotta al 5% sugli incrementi contrattuali e tassazione al 15% sulle indennità per lavoro notturno, festivo e su turni.

Flat tax sugli aumenti

Nel concreto, i dipendenti privati con reddito fino a 33 mila euro potranno beneficiare di una flat tax del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi del triennio 2024-2026, al posto dell’Irpef ordinaria e delle addizionali locali. Il perimetro è ampio: rientrano non solo gli aumenti «puri» di stipendio, ma anche quelli che assorbono superminimi individuali e le quote legate alle assenze retribuite per malattia, maternità, paternità o infortunio.

Notturni e festivi

La seconda gamba dell’intervento riguarda una fascia diversa di lavoratori: chi percepisce indennità per

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