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Meno sorrisi, più polemiche: come sta cambiando il modo di comunicare di Chivu

L’allenatore nerazzurro, prima dell’eliminazione dalla Champions League, è quasi sempre apparso sereno e pacato. Ma dopo il derby qualcosa è cambiato…

Gregorio Spigno

Giornalista

17 marzo – 15:11 – MILANO

“Dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi, senza pensare ad altro”. Se il Chivu allenatore dell’Inter dovesse riassumersi in un concetto, fino a qualche settimana fa sarebbe stato precisamente questo. Il mantra che il tecnico nerazzurro ripete prima e dopo ogni partita. Per mantenere equilibrio, evitare di esporsi eccessivamente anche riguardo controversi episodi arbitrali, classifiche, corse, partite decisive, rimonte, eliminazioni. Il modo di comunicare di Chivu è indubbiamente interessante. Spesso va oltre concetti elementari, tratta temi profondi come quello dell’ansia (clip diventata virale sul web), parla della sua famiglia, di passioni lontane dal pallone, in alcune occasioni quasi dimenticandosi del calcio. Anzi, meglio: senza dimenticare il calcio, ma discutendo anche di altro. Una filosofia non comune a tutti, in un mondo che impone risposte banali a domande altrettanto banali. Perché ormai esistono interviste quasi standardizzate, specialmente a ridosso o appena dopo le partite: “Abbiamo fatto bene, era una partita difficile, pensiamo alla prossima”. Eccetera, eccetera,

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