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Meno lavoro e più profitti con l’Ai. Ma Amodei di Anthropic promette: «Pagheremo i dipendenti anche se non lavorano più»

di Francesco Bertolino

Nvidia, la prima azienda per capitalizzazione, ha 30 mila dipendenti; nel 1985 Ibm, allora regina di Borsa, ne aveva 400 mila. È questo il futuro del capitalismo?

Dall’euforia al panico da intelligenza artificiale. Nel giro di pochi giorni il mercato è passato dal cercare i possibili vincitori a bastonare in maniera indiscriminata i presunti perdenti nella corsa all’Ai. Sono così arrivate le vendite a pioggia sulle azioni delle aziende che sviluppano software, creano videogiochi, forniscono servizi immobiliari, gestiscono risparmi, offrono consulenza legale, si occupano di logistica. «Il software sta mangiando il mondo», scrisse nel 2011 Marc Andreesen, preconizzando il successo di Big Tech e come Google e Apple avrebbero preso il sopravvento. Adesso il mercato sembra convinto che l’Ai sia destinata a mangiare il software. Ma anche tutto il resto dell’industria.

Il nervosismo sui mercati

«Per la prima volta, questi movimenti di Borsa violenti si sono verificati non solo a Wall Street ma anche sulle Borse europee che, di solito, sono meno inclini a eccessi al rialzo o al ribasso», nota Stéphane Klecha, fondatore e managing partner dell’omonima banca d’affari. «La reazione è probabilmente eccessiva — prosegue — queste aziende non scompariranno dall’oggi al domani,

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