di Corriere Animali
Flash mob dell’organizzazione animalista per denunciare le violenze che stanno dietro alla produzione delle imbottiture per piumini e giacche a vento
Meglio nudi che coperti di piume. Anche e soprattutto d’inverno. E, di più, anche in occasione dei Giochi Olimpici. Mentre a Milano è tutto un via vai di piumini e giacche a vento gli attivisti di Peta (People for Ethical Threatment of Animals) hanno rispolverato il fortunato slogan già utilizzato per pellicce e pelli esotiche per richiamare l’attenzione sulle pratiche dolorose che stanno dietro alla raccolta di piume da anatre e oche.
«Raccolta» non è proprio il termine giusto, perché il piumaggio viene loro letteralmente strappato di dosso, con pratiche dolorose che la stessa Peta ha più volte documentato con investigazioni in incognito. Ma non sempre coloro che acquistano questi capi hanno un’idea precisa della provenienza dei materiali. Di qui l’idea di provare a far suonare un campanello con un flash mob che non è passato inosservato anche tra i tifosi giunti in città per l’appuntamento olimpico, che prende ufficialmente il via domani sera.
Tre sostenitori dell’associazione si sono presentati all’ombra della Madonnina indossando solo berretti, occhiali da sci e scarponi da




